Infanzia e Adolescenza viene pubblicata in tre fascicoli annuali.
Infanzia e Adolescenza
si propone come uno strumento per la condivisione
di teorie e modelli, ricerche e pratica clinica
nell'ambito della psicodinamica e della psicopatologia
dell'età evolutiva.
L'obiettivo della rivista è occuparsi di quest'ambito
interdisciplinare coniugando la tradizione psicodinamica
con gli ambiti dell'infant research, della psicopatologia
dello sviluppo, dell'attaccamento e dell'epidemiologia
clinica.
In quest'ottica, preminente è l'interesse per
contributi il cui focus sia rivolto a condizioni
che pongono a rischio lo sviluppo del bambino
e dell'adolescente nella famiglia e nel proprio
ambiente.
La rivista prevede le seguenti sezioni: Teoria
e modelli; Ricerca;
Resoconti e contributi
clinici; Rassegne;
Strumenti clinici
e diagnostici; Esperienze
in campo clinico-istituzionale.
Vengono, quindi, presi in considerazione per
la pubblicazione contributi originali con riferimento
alle tematiche e alle sezioni previste.
Valutazione degli articoli
Ogni articolo sarà
sottoposto, anonimo, all'esame di due referee,
membri del Comitato Scientifico della rivista
o studiosi del settore. Il loro parere motivato
verrà comunicato, anch'esso anonimo, agli autori.
Invio dell'articolo
I manoscritti vanno inviati
a:
Roberto Bonini
Presso
Il Pensiero Scientifico Editore, Via San Giovanni Valdarno 8, 00138 Roma.
Oppure via email: info@infanziaeadolescenza.it
Preparazione
dell'articolo
L'articolo deve essere inviato
in due copie cartacee su fogli di formato
A4 stampati su una sola facciata, assieme al
relativo CD elaborato
I contributi non devono superare le 25 cartelle
(2000 battute a cartella).
I contributi per
la sezione Esperienze clinico-istituzionali
non devono superare le 15 cartelle.
L'articolo deve essere così ordinato:
Titolo (pagina 1).
Per facilitare la valutazione anonima del lavoro,
tutte le indicazioni circa gli autori devono
essere limitate a questa pagina. Le altre pagine
devono essere riconoscibili dal titolo e dal
numero della pagina (in alto a destra).
Sulla pagina 1 devono comparire:
a) il titolo per esteso dell'articolo; b) nomi
e enti di appartenenza di tutti gli autori;
c) indirizzo, numero di telefono e indirizzo
di posta elettronica del primo autore.
Abstract (pagina 2). Questa pagina comprende: a) il titolo per esteso
dell'articolo in italiano e in inglese; b) abstract in italiano
di circa 200 parole e in inglese di circa 400 parole; c) tre parole-chiave in
italiano e inglese.
Per gli articoli destinati alla sezione Ricerca
l'abstract deve essere così strutturato:
Obiettivo:
lo scopo principale della ricerca;
Metodo:
disegno sperimentale e metodologia statistica;
Risultati:
risultati principali;
Conclusioni:
includono l'utilità sul piano clinico.
Per gli articoli destinati alle sezioni Teoria
e modelli, Resoconti
e contributi clinici, Rassegne,
Strumenti clinici
e diagnostici, Esperienze
in campo clinico-istituzionale, l'abstract deve essere così strutturato:
Premesse
teoriche;
Obiettivo:
riferimenti teorici
e modelli;
Metodologia:
raccolta dei dati,
categorie diagnostiche,
materiale utilizzato,
modalità osservativa;
Discussione critica
e conclusioni.
Testo
(pagina 3 e ss). Figure,
grafici e tabelle
debbono essere consegnati su CD a parte,
corredati delle relative legende e didascalie,
indicando esplicitamente il tipo di programma
utilizzato.
Nel testo deve inoltre risultare chiaro il punto
dove si desidera vengano inseriti.
Riferimenti bibliografici (norme dell'American Psychological Association).
I riferimenti bibliografici nel testo devono
contenere soltanto il cognome
degli autori e
l’anno di pubblicazione.
Ad esempio Hirsch (1990), oppure (Hirsch, 1990);
Greenberg e Mitchell (1983), oppure (Greenberg
e Mitchell, 1983).
Nel caso gli autori siano più di due, la prima
volta i nomi vanno citati tutti, nelle citazioni
successive si può usare l'abbreviazione: et
al. Per esempio: Sroufe, Egeland e Kreutzer
(1990), poi Sroufe et al.(1990).
Si usino le indicazioni a, b, c, ecc. quando
più opere degli stessi autori hanno il medesimo
anno di pubblicazione. Per esempio: Fox (1994a)
e Fox (1994b).
Alla fine del testo, i riferimenti bibliografici
vanno elencati in ordine
alfabetico per quanto riguarda i nomi
degli autori, e in ordine
cronologico per quanto riguarda le opere
degli stessi (ricorrendo di nuovo all'uso delle
indicazioni a, b, c, nel caso di più opere degli
stessi autori pubblicate nel medesimo anno).
Nei riferimenti bibliografici non vanno usate
abbreviazioni.
Esempi di citazioni
bibliografiche:
Articolo: Sroufe LA,
Rutter M (1984), The domain of developmental
psychopathology. Child Development, 55, 17-29.
Libro: Piaget J (1962), Play, dreams, and imitation
in childhood. New York: Norton. Bergin A, e
Strupp H (1982) (a cura di), Changing frontiers
in the science of psychotherapy. Chicago: Aldine.
Libro tradotto in italiano: Bowlby JA (1988),
Una base sicura: applicazioni cliniche della
teoria dell'attaccamento. Tr. it. Milano: Raffaello
Cortina, 1989. Capitolo: Orlinsky DE, Howard
KI (1986), Process and outcome in psychotherapy.
In SL Garfield e AE Bergin (a cura di), Handbook
of psychotherapy and behavior change, 3rd edition.
New York: Wiley.
Non pubblicato: Cohen DJ (1992),
From concepts to research and policy. Presentation
to the American Academy of Child and Adolescent
Psychiatry. Washington, D.C. October. Koppman
JW (1963), Effect of unilateral spreading cortical
depression and task difficulty on interhemispheric
transfer of avoidance learning. Unpublished
doctoral dissertation. University of Illinois.
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