TY  -  JOUR
AU  -  Lucarelli, Loredana
AU  -  Cimino, Silvia
AU  -  Ammaniti, Massimo
T1  -  Quadri clinici rilevanti dei disturbi alimentari dell’infanzia: <BR>nuove prospettive nella classificazione diagnostica e nella ricerca
PY  -  2012
Y1  -  2012-09-01
DO  -  10.1710/1193.13243
JO  -  Infanzia e Adolescenza
JA  -  Inf e Ado
VL  -  11
IS  -  3
SP  -  143
EP  -  157
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1808
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1710/1193.13243
N2  -  Premesse teoriche: Nella presente rassegna sui sistemi diagnostici dei disturbi alimentari nell’infanzia di maggiore rilievo nel panorama scientifico internazionale, abbiamo approfondito il contributo di specifiche proposte di classificazione. Sono apparsi evidenti i limiti dei criteri diagnostici del DSM-IVTR, in quanto scarsamente specifici. Differenti sottotipi diagnostici sono stati invece rilevati dalla clinica e dalla ricerca. In tempi più recenti, la prima revisione della Classificazione Diagnostica: 0-3 anni sta offrendo una più soddisfacente sistematizzazione diagnostica delle sindromi disregolative dell’alimentazione infantile. Obiettivo: Scopo del presente lavoro è mettere in luce l’importanza di una diagnosi operazionalizzata, che sia condivisa da clinici e ricercatori, per chiarire maggiormente le variabili cliniche e di rischio individuali e relazionali nei sistemi familiari, che possono essere implicate nei differenti sottotipi diagnostici. Metodologia: Partendo dai limiti del DSM-IVTR, sono state descritte in dettaglio le innovazioni proposte dalla Classificazione Diagnostica 0-3R, le proposte di revisione per lo sviluppo del DSM-5 e il contributo della ricerca clinica ed empirica. Discussione critica e conclusioni: Nel campo dei disturbi del comportamento alimentare nell’infanzia, le attuali prospettive diagnostiche offerte dalla CD:0-3R e le proposte di revisione per la prossima pubblicazione del DSM-5 appaiono promettenti nell’indirizzare la ricerca verso studi maggiormente sistematici che consentano di confermare la definizione di quadri clinici rilevanti, accertandone con studi epidemiologici la prevalenza, l’incidenza e la loro significatività clinica. In questa direzione, una diagnosi valida e sensibile è fondamentale per guidare la specificità degli interventi clinici e verificare la loro efficacia.
ER  -   
