TY  -  JOUR
AU  -  Pietrocola, Annamaria
T1  -  Le difficili trasformazioni in adolescenza: il caso di Jean
PY  -  2013
Y1  -  2013-01-01
DO  -  10.1710/1268.13998
JO  -  Infanzia e Adolescenza
JA  -  Inf e Ado
VL  -  12
IS  -  1
SP  -  55
EP  -  62
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1808
Y2  -  2026/06/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1710/1268.13998
N2  -  Premesse teoriche: Partendo da un caso clinico, l’autrice, in un’ottica psicoanalitica, evidenzia il legame tra il corpo e la psiche fondamentale nello sviluppo identitario e narcisistico dell’adolescente ed esplora il contesto affettivo che si accompagna ad incidenti ripetitivi o ad azioni autolesive. Obiettivo: Si presenta un modello d’intervento sperimentato in ambito scolastico con l’obiettivo di facilitare una presa in carico precoce di adolescenti in sofferenza. In quest’ottica, la scuola è un luogo di vita, in cui gli adolescenti non acquisiscono solo competenze intellettuali, ma affrontano anche dei compiti evolutivi. Metodologia: Il lavoro presentato si fonda sullo studio del caso e l’analisi qualitativa delle dinamiche relazionali in gioco nell’incontro tra l’adolescente e lo psicologo in una prospettiva psicoanalitica. È stato utilizzato anche il disegno libero come strumento di supporto. Discussione critica e conclusioni: Nell’analisi del caso clinico si evidenziano i sentimenti di estraneità e di passività provati dall’adolescente dinanzi alle trasformazioni corporee legate all’arrivo della pubertà. Il giovane, non potendo costruire difese sufficientemente adeguate per fronteggiare la violenza pubertaria, cerca di proiettare la rabbia all’esterno, in forma di scenari in cui subisce un attacco. Questa violenza è descritta come proveniente da un oggetto persecutorio e minaccioso, ma non dalle pulsioni. Così, l’adolescente può rappresentarsi una violenza interna che non controlla, sentendosi vittima, piuttosto che attore della propria vita. I colloqui clinici all’infermeria scolastica, in forma di conversazione, gli possono permettere di vivere un’esperienza affettiva, in cui sentimenti ambivalenti possono essere accolti e trovare un luogo in cui restare, senza che egli si senta obbligato a far ricorso all’azione ed alla proiezione. La tecnica psicanalitica classica, nell’intervento proposto, si modula in base a specifiche risorse di ogni adolescente.
ER  -   
