TY  -  JOUR
AU  -  De Falco, Simona
AU  -  Cimmino, Manuela
AU  -  La Femina, Floriana
AU  -  Venuti, Paola
T1  -  Qualità della relazione affettiva madre-bambino e abilità di gioco <BR>in bambini con Sindrome di Down
PY  -  2008
Y1  -  2008-09-01
DO  -  10.1710/387.4562
JO  -  Infanzia e Adolescenza
JA  -  Inf e Ado
VL  -  7
IS  -  3
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1808
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1710/387.4562
N2  -  Obiettivo: Scopo di questo lavoro è studiare la relazione tra l’interazione madre-bambino e la capacità di gioco esplorativo e simbolico del bambino con sindrome di Down. Metodo: Lo studio ha coinvolto 28 bambini con sindrome di Down di età compresa tra 18 e 50 mesi. Sono state videoregistrate due sessioni semistrutturate di gioco del bambino da solo e con la madre. Sono stati utilizzati due strumenti osservativi: 1) alle due sessioni di gioco è stato applicato un codice che consente di rilevare la frequenza e la durata di comportamenti riconducibili a diversi livelli di sofisticazione del gioco; 2) alla sessione di gioco madre-bambino sono state applicate le Emotional Availability Scales (EAS; Biringen, Robinson, Emde, 1998), che forniscono una valutazione globale della qualità emotiva di un’interazione diadica, operazzionalizzandola in 6 scale. Risultati: Sono emerse delle correlazioni significative tra la disponibilità emotiva diadica e la proporzione di gioco simbolico del bambino. Inoltre, i bambini con madri particolarmente sensibili hanno mostrato una porporzione di gioco simbolico significativamente maggiore rispetto ai bambini con madri moderatamente sensibili. Infine, l’effetto positivo della presenza materna sul livello di gioco del bambino è stato riscontrato esclusivamente in bamini con madri particolamente sensibili. Conclusioni: I risultati ottenuti mettono in luce che la sintonia affettiva della diade madre-bambino e la sensibilità materna fanno dell’interazione un contesto in cui il bambino con sindrome di Down può raggiungere il livello più alto delle sue potenzialità. Si ribadisce quindi l’importanza di progettare interventi terapeutici focalizzati sia sugli specifici domini dello sviluppo psichico che sulla qualità della relazione madre-bambino con bisogni speciali.
ER  -   
