TY  -  JOUR
AU  -  Casini, Cinzia
T1  -  Lo scudo di Perseo: <BR>complessità e nodi del passaggio adolescenziale <BR>nelle famiglie con figli con disabilità intellettiva
PY  -  2010
Y1  -  2010-05-01
DO  -  10.1710/506.6061
JO  -  Infanzia e Adolescenza
JA  -  Inf e Ado
VL  -  9
IS  -  2
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1808
Y2  -  2026/08/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1710/506.6061
N2  -  Premesse teoriche: L’articolo nasce da un lavoro di ascolto ed osservazione realizzato presso L’Associazione Area di Torino che ha coinvolto un gruppo di dieci genitori con figli adolescenti che stanno terminando la scuola superiore. L’articolo riporta le considerazioni ricavate dal lavoro di ascolto dei genitori. Il quadro teorico utilizzato fa riferimento ad un approccio psicodinamico relazionale. Obiettivo: L’obiettivo del lavoro è quello di verificare l’ipotesi secondo cui l’attivazione in questa fase di passaggio di movimenti di disillusione comporti un possibile arresto nel progetto di vita, un acuirsi della simbiosi riparativa tra genitore e figlio e una “espulsione” dei servizi da parte della famiglia. Le considerazioni contenute nell’articolo fanno riferimento alla teorizzazione sul trauma di Silvia Amati ed agli studi clinici di Simone Sausse sulla disabilità. Metodologia: Sono stati utilizzati colloqui non strutturati. Discussione critica e conclusioni: La “seconda nascita” o l’insieme di elementi che si associano a questo passaggio evolutivo attivano un circuito emozionale molto intenso che rimette in gioco assetti difensivi ed equilibri emozionali faticosamente raggiunti negli anni precedenti. Si entra in un circuito caratterizzato dalla disillusione proprio in una fase segnata da un’interruzione nel percorso di accompagnamento compiuto dai servizi. I genitori, disillusi e disorientati faticano a contenere le proprie angosce che spesso ricadono sulla relazione con i propri figli minando la progettazione per il “dopo” e mettendo a rischio la relazione con i servizi. Il lavoro riportato testimonia che avere un luogo, un tempo ed una relazione in cui depositare i movimenti emotivi associati a questa delicata fase consente di passare attraverso il necessario stato depressivo per poi individuare delle vie d’uscita fondate su un riconoscimento di un figlio reale portatore di esigenze nuove.
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